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Semestrale 2017 - Videointervista a Victor Massiah

 

 


 

Intervista al Consigliere Delegato di UBI Banca Victor Massiah
sui risultati semestrali - 4 agosto 2017

 

 

Dott. Massiah, i risultati del secondo trimestre dell'anno includono per la prima volta le tre bridge banks recentemente acquistate, passate sotto la diretta gestione di UBI. Quali sono stati i risultati del semestre per il nuovo Gruppo? Quali le tendenze in atto in UBI e nelle tre banche?   

È importante in effetti chiarire sin da subito come vanno letti i risultati. Le tre bridge banks sono incluse per il solo secondo trimestre, mentre UBI Banca a “vecchio” perimetro è inclusa ovviamente per tutto il semestre. Quindi è una lettura abbastanza complessa, articolata, ma con risultati migliori del previsto.

Per quanto riguarda la parte di UBI a vecchio perimetro assistiamo a un’ottima semestrale che triplica il risultato in confronto all’anno precedente. Abbiamo infatti oltre 150 milioni di risultato normalizzato contro meno di 50 del primo semestre 2016.

A fronte di questo risultato c’è il contributo, da un lato, della componente proventi operativi che vede una tenuta sostanziale del margine di interesse commerciale mentre abbiamo ancora una componente negativa derivante dall’alleggerimento del portafoglio titoli, che stiamo facendo in un’ottica anche di diversificazione, mentre la componente commissionale è in crescita molto significativa e tende a compensare la componente, meno forte, del margine di interesse da portafoglio titoli. Infine abbiamo assistito a una buona performance della parte finanza. Quindi complessivamente i proventi operativi hanno tenuto molto bene.

A fronte di questo abbiamo la storica tenuta e anzi il miglioramento della componente costi. Molto importante anche il netto miglioramento della componente crediti, che conferma i trend visti nel primo trimestre, cioè una diminuzione significativa dei nuovi flussi da performing a non performing, una riduzione dello stock dei non performing e complessivamente anche un miglioramento dei livelli di copertura. Quindi complessivamente dal punto di vista del conto economico un buon semestre.  Abbiamo assistito infine anche a una crescita degli impieghi in bonis che sono migliorati di circa un miliardo. Quindi direi un semestre di risultati importanti a vecchio perimetro.

Però dobbiamo anche parlare per la prima volta dell’andamento economico delle bridge banks. Come abbiamo detto questo è, in termini di contributo al consolidato, la componente che deriva solo dal secondo trimestre. Quello che è avvenuto nel secondo trimestre è che la perdita che avevamo previsto  - perché, ricordo a tutti, la parte di turnaround delle tre bridge banks con la riduzione del costo del personale e la migrazione dei sistemi informativi avverrà nell’ultima parte dell’anno e all’inizio degli anni successivi, e quindi era prevista ancora in perdita – quella perdita è stata nettamente inferiore a quanto previsto.

Quindi  complessivamente assistiamo a un risultato migliore di quanto pianificato e possiamo dire che in confronto a quello che era il piano industriale appena pubblicato abbiamo avuto un eccellente inizio.

 

 

Sebbene l'acquisizione delle tre banche sia molto recente, ci potrebbe aggiornare sul processo di integrazione e sulle principali azioni, anche commerciali,  intraprese?

Da un lato abbiamo cominciato a fare le prime prove di migrazione con risultati molto buoni. Le persone di UBISS (la società di ICT del gruppo UBI, ndr) mi segnalano una eccellente interazione con il personale delle bridge banks, e abbiamo sostanzialmente la possibilità di confermare le date previste, cioè ottobre per Banca Marche, novembre per Banca Etruria e inizio dell’anno 2018 per CariChieti.

Le prime iniziative commerciali, che hanno riguardato l’intercettamento di nuovo risparmio gestito, hanno dato esiti molto positivi, come era stato peraltro già in qualche modo preannunciato dalle stesse persone delle bridge banks che sono entrate nel nostro gruppo: questa loro gran “voglia di fare”, di far vedere quanto in realtà sia la loro effettiva capacità commerciale ha portato già dei buoni esiti con le prime campagne, quindi siamo soddisfatti.

 

 

Più in generale, adesso che il sistema bancario ha trovato le soluzioni ai principali problemi, e i dati di PIL sembrano accompagnare una lenta ma costante ripresa, quali sono gli ostacoli ancora da superare per muoversi verso una normalizzazione dell'economia?

Sicuramente, seppur in netto miglioramento, l’occupazione – in particolare l’occupazione giovanile – deve evidentemente produrre  degli effetti ancora migliori. Non possiamo pensare di avere oltre il 30% di disoccupazione giovanile, in un Paese normale.  Quindi noi dobbiamo aiutare questi giovani, abbiamo peraltro previsto nell’ultimo accordo sindacale appena siglato l’assunzione di oltre 200 giovani, quindi daremo il nostro contributo.