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Pagina aggiornata al 23/11/2017 15:55:29

   
 

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Rating di Legalità

Il Rating di legalità è uno strumento premiale che consente alle imprese che ne siano in possesso di avere benefici in termini reputazionali e nell’accesso al credito bancario e ai finanziamenti da parte delle Pubbliche Amministrazioni.

 

Tale istituto è stato introdotto nell’ordinamento italiano con l’art. 5-ter del D.Lgs.1/2012 (“Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività”), convertito con modificazioni dalla legge 27/2014, al fine di promuovere l’introduzione di principi etici nei comportamenti aziendali.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (“AGCM”), in attuazione di quanto previsto dalla citata norma, con proprio Regolamento (delibera AGCM del 14 novembre 2012, n. 24075 e successive modificazioni avvenute con delibera n. 24953 del 5 giugno 2014, delibera n. 25017 del 17 luglio 2014 e delibera n. 25207 del 4 dicembre 2014) ha disciplinato il processo di attribuzione del Rating di Legalità e ha definito le caratteristiche che l’impresa deve possedere ai fini della relativa richiesta:

  • sede operativa in Italia;
  • fatturato minimo di 2 milioni di euro nell’esercizio chiuso nell’anno precedente a quello di richiesta del Rating, riferito alla singola impresa o al Gruppo di appartenenza (dato risultante da un bilancio regolarmente approvato dall’Organo aziendale competente e pubblicato ai sensi di legge);
  • iscrizione al Registro delle Imprese da almeno 2 anni.

 


immagine Rating di legalità

Il Rating ha una validità di due anni ed è rinnovabile su richiesta dell’impresa interessata. Può assumere un punteggio compreso tra un minimo di “una stella” ed un massimo di “tre stelle”, in funzione dei requisiti di cui l’impresa risulta in possesso.

 

Le regole in base alle quali il Rating di Legalità deve essere preso in considerazione in sede di accesso al credito bancario (e di concessione di finanziamenti da parte delle Pubbliche Amministrazioni) sono state successivamente fissate con il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 57/2014.


 

Questo provvedimento prevede che le Banche debbano tenere conto del Rating di Legalità in termini di riduzione dei tempi e dei costi di istruttoria e tra le variabili utilizzate nella determinazione del merito creditizio dell’impresa e delle correlate condizioni economiche di accesso al credito, qualora ne ravvisino la rilevanza rispetto all’andamento del rapporto creditizio.

 

Il Rating potrebbe essere quindi un importante strumento per promuovere uno sviluppo eticamente sostenibile e socialmente responsabile delle imprese.

 

UBI Banca ha inserito specifiche regole per la considerazione del Rating di legalità nella regolamentazione del processo di istruttoria e delibera dei fidi. Fino al 2016, ciascuna Banca Rete, appartenente al Gruppo UBI Banca, pubblicava sul proprio sito internet la rispettiva relazione sul Rating di legalità. A partire dal 2017, in seguito all’attuazione dell’incorporazione delle Banche Rete nella Capogruppo (c.d. Progetto “Banca Unica”), il Gruppo UBI Banca rende pubblica tale relazione direttamente sul presente sito istituzionale.