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Pagina aggiornata al 23/11/2017 15:55:29

   
 

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Video    Risultati primo trimestre 2015 - videointervista a Victor Massiah

 

 

 


Dott. Massiah quali sono i principali elementi che emergono dai risultati al 31 marzo 2015?


Parliamo innanzitutto della solidità: continua a crescere il common equity tier one ratio fully loaded, che supera il 12%; abbiamo liquidità superiore a 1 in termini di coefficiente liquidity covered ratio; anche il net stable funding ratio, cioè la trasformazione delle scadenze (coerenza tra impieghi a medio-lungo termine e raccolta a medio-lungo termine) è superiore all’1; abbiamo una leva, nella nuova definizione di Basilea 3, abbondantemente superiore al 5%.

Quindi: tutti indicatori di forte solidità e soprattutto indicatori in crescita.

 

È evidente che resta ancora, ed è importante, la necessità di gestire lo stock di credito non performante che abbiamo accumulato durante gli anni della crisi, ma stiamo facendo anche qui un buon lavoro, stiamo ulteriormente aumentando le coperture e soprattutto, cosa importante, si è ormai stabilizzato il nuovo flusso [1].

 

Per quanto riguarda la parte economica soffriamo inevitabilmente sul margine di interesse a causa dei tassi molto bassi e della perdurante situazione di competizione molto forte nell’ambito del sistema economico in cui ci stiamo muovendo: nonostante le apparenze, in realtà la concorrenza tra banche è notevole, in particolare sui clienti con i migliori rating.

 

Molto buona la crescita sulle commissioni e buon controllo dei costi.

Il costo del credito è attorno ai 90 basis point, assolutamente in linea con i migliori risultati dei competitor, considerando inoltre che al contrario degli altri noi non ci siamo mai sforzati di fare una “pulizia” fortissima “una tantum”, abbiamo invece cercato di gestire in grande continuità e regolarità il nostro credito.



Quali sono le principali evidenze sull'andamento dei crediti deteriorati e in quali settori vedete le maggiori criticità?


Sappiamo molto bene che il credito immobiliare è quello che, ancora, soffre più degli altri, in particolare nelle componenti industriali.

Stiamo però vedendo una piccola risalita, spero strutturale, per quanto riguarda il mercato dei privati, dei nuovi mutui.

Soffrono ancora, inevitabilmente, le aziende.

Speriamo, con la nuova crescita che abbiamo di fronte, di riuscire a risolvere nel tempo questi casi.

 


Quali sono le previsioni sull'andamento dei prossimi mesi?

 

Diciamo che la contingenza intorno a noi comincia a essere più positiva, dopo tantissimi anni.

Si fa quasi fatica a dire questo ma, sostanzialmente, per la prima volta vediamo risultati positivi nell’ambito della crescita economica complessiva, nell’ambito della domanda interna, nell’ambito di quelle che sono le contingenze attorno a noi, come un tasso di cambio molto favorevole e  un costo dell’energia tra i più bassi in assoluto da molti anni.

Quindi io ho speranza che nei prossimi mesi noi si cominci a vedere un’ulteriore accelerazione della crescita che stiamo aspettando da sette anni e che, evidentemente, corrisponde al titolo del libro di Deaglio che stiamo portando in giro per l’Italia: questo “Disperato bisogno di crescere”  speriamo che sia finalmente arrivato a conclusione e che la crescita sia con noi. Grazie.



[1] flusso di crediti che passano da “bonis” a deteriorati